Il Tavolo della Pace di Bollate-Baranzate, di cui siamo soci fondatori, vi invita a questo pomeriggio di riflessione.

Il tema

Chi decide che si fa una guerra? C’è differenza tra le vittime di una guerra? Guerre sante, guerre giuste, guerre umanitarie, guerre preventive. La chiave comunicativa ha un peso e va osservata in maniera critica.

Assistiamo chiaramente a un dibattito finto, con due polarità in cui si è chiamati a stare da una parte o dall’altra, banalizzando il fatto che non c’è una vera risposta, ma una molteplicità di fatti da considerare. Non è chiamarsi fuori, ma è non entrare in uno scontro strumentale nel quale stentano a emergere le idee, l’etica e il rigore del pacifismo. 

Se la guerra sta comunicando a modo suo, la pace può fare altrettanto, e il suo modo non ha nulla in comune con la guerra.  La guerra è una follia, la pace è una conquista: il prodotto di un impegno. Creiamo valore, non disvalore. Consideriamo l’importanza della quotidianità del pacifista: la pace è un principio molto alto, in cui mettere tutta la propria presenza, diventando in prima persona Pace. Attraverso questa pratica si può cambiare il corso degli eventi, considerato anche che il pensiero pacifista non si esaurisce con noi, ma viene dal passato, ci anima nel presente, e prosegue nel futuro.

L’autore

Matteo Pucciarelli è nato a Livorno nel 1984. Oggi è un giornalista de “la Repubblica” con alle spalle e all’attivo una storia editoriale di tutto rispetto. È stato in Ucraina con la Carovana della Pace per portare alla popolazione cibo e momenti di solidarietà e condivisione.

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